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Wed, 26 May 2010 - Sat, 26 Jun 2010

La Galleria A+A - ad esattamente cinque anni dalla morte - ricorda Zoran Mušič con una mostra dal titolo: MUŠIČ • STUPICA : Reminiscenze del periodo di guerra.

Una retrospettiva che presenta un confronto inedito tra la produzione artistica di Zoran Mušič e il suo contemporaneo connazionale Gabrijel Stupica al fine di mettere in luce gli aspetti convergenti della loro opera artistica, a livello contenutistico ed iconografico.

Un'imperdibile occasione di vedere l'opera dei due artisti per la prima volta messi a confronto. Un fulcro tematico dettato dalle loro esperienze di vita: lo studio del soggetto del corpo umano colto nella sua fragilità di fronte all'insanabile dramma della sofferenza causata da eventi assurdi come la guerra, momento sostanziale per le vite di entrambi, presentata, raccontata ed espressa decenni dopo la sua fine.

Le opere di Mušič nascono dalla tragica esperienza di vita che lo ha visto prigioniero per sette mesi nel campo di concentramento di Dachau, dove, di nascosto, riesce a realizzare circa duecento disegni che riemergono imperturbabili nella sua opera solo negli anni Settanta, dando corpo alla serie che è emblematicamente chiamata Non siamo gli ultimi. Opere che testimoniano e riportano alla memoria uno degli episodi più aberranti della storia del secolo scorso, in cui l’artista trasferisce la tragicità della morte su un piano esistenziale manifestando tutta l'impotenza dell' uomo di fronte alle sofferenze della vita provocate dalla assurdità della guerra.

Il ciclo di guaches di Stupica dal titolo Ribellione, vede la luce durante i primi anni Sessanta (1961-1962) , indaga interamente il tema della resistenza, raccontando iconograficamente le attività segrete svolte nel del periodo di guerra: rappresentazioni di incontri clandestini, uccisioni di ostaggi, trasporto di prigionieri. Contesto in cui emerge un’atmosfera tragica, assurda e di impotenza dove l’uomo risulta essere una semplice pedina della storia. Le rappresentazioni di Stupica denotano l’influsso di certe correnti moderniste del dopo guerra e soprattutto dalla visione di espressioni dell'arte primitiva (grotte di Lascaux), che Stupica ha modo di ammirare alla fine degli anni Cinquanta, e che lasceranno un marchio riconoscibile in tutta la sua produzione artistica successiva.

Opere che si inseriscono all'interno dei movimenti contemporanei europei, presentando due mondi interiori che hanno manifestato con un proprio linguaggio l'esperienza della verità nell'iconografia della morte e che hanno permesso ad entrambi di essere riconosciuti tra i massimi rappresentanti dell'arte slovena del secondo novecento.

In mostra anche due autoritratti degli artisti diventati amici, attorno agli anni trenta, all'Accademia di Belle Arti di Zagabria, dove hanno avuto modo di svolgere i loro studi seguendo un percorso analogo.

Al di là dell'ambiente accademico gli artisti hanno proseguito la loro formazione in luoghi e condizioni differenti, ma sono rimasti comunque accomunati dalla necessità di dipingere in solitudine: palcoscenico del loro lavoro creativo è sempre stato l'atelier dove i ricordi si sono appropriati della superficie della tela con immagini incredibili e sorprendenti.

Galleria A+A - Centro Espositivo Pubblico Sloveno - San Marco 3073 - 30124 Venezia

Categoria: mostre

Prenotazione: it

Organizzatori:
Galleria A+A Centro Espositivo Pubblico Sloveno

Sorgente: http://www.agendavenezia.org/it/evento-18443.htm